Bonus Docenti: Una Vittoria per Tutti i Precari nell’Istruzione – Sentenza del Consiglio di Stato 2022
Nel panorama educativo italiano, una recente decisione del Consiglio di Stato ha dato speranza e nuove opportunità ai docenti precari.- Bonus Docenti: Una Vittoria per Tutti i Precari
Con la sentenza n. 1842 del 16 marzo 2022, il Consiglio di Stato ha fatto un passo avanti significativo nel riconoscere il diritto dei docenti con contratti a tempo determinato di beneficiare del tanto discusso Bonus docenti per l’aggiornamento professionale.
Questa storica sentenza ha posto fine a una lunga controversia riguardo al Bonus di € 500,00 offerto tramite la Carta del Docente, che inizialmente era stato riservato solo ai docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato. Tuttavia, questa decisione del Consiglio di Stato ha messo fine a questa differenziazione, aprendo le porte ai docenti precari.Per comprendere appieno l’importanza di questa sentenza, dobbiamo fare un passo indietro nella storia normativa della Carta del Docente. La sua istituzione è stata definita dall’articolo 1, comma 121-122, della legge n. 107/2015.
Con la sentenza n. 1842 del 16 marzo 2022 il Consiglio di Stato ha, in sede amministrativa, riconosciuto il diritto dei docenti precari a percepire il Bonus docenti per l’aggiornamento professionale.
Con una storica sentenza del 16 marzo 2022, il Consiglio di Stato ha stabilito che il bonus di € 500,00 erogato tramite la Carta del docente deve essere riconosciuto anche ai docenti precari.
L’evoluzione normativa parte dall’istituzione della Carta del docente mediante l’art. 1, comma 121-122, della l. n. 107/2015, la cui attuazione veniva demandata al successivo D.P.C.M. n. 23 settembre 2015, poi sostituito dal D.P.C.M. del 28 novembre 2016.
Il legislatore indicava, quali destinatari della Carta, i soli docenti di ruolo con contratto a tempo indeterminato ed escludendo i docenti con contratto a tempo determinato.
Su tale assunto, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) emanava la nota n. 15219 del 15 ottobre 2015 che, facendo proprie le parole del legislatore, confermava l’erogazione del bonus ai soli docenti di ruolo.
L’iniziale differenziazione di trattamento risiedeva nel fatto che per i docenti a tempo determinato non sussisteva alcun obbligo di formazione continua, che invece era previsto per i docenti a tempo indeterminato dalla l. n. 107/2015 e dall’allora C.C.N.L applicabile.
Il doppio binario venutosi a creare, da un lato, si poneva in aperto contrato con gli art. 3, 35 e 97 della Costituzione, perché introduceva una discriminazione nei confronti dei docenti non di ruolo, in possesso di minori strumenti e risorse economiche a disposizione rispetto ai docenti di ruolo.
L’attuazione di questo strumento veniva demandata al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) del 23 settembre 2015, successivamente sostituito da un altro D.P.C.M. il 28 novembre 2016.
Inizialmente, il legislatore aveva limitato l’accesso alla Carta del Docente ai soli docenti di ruolo, escludendo quelli con contratti a tempo determinato. Questa distinzione aveva senso in quanto i docenti a tempo indeterminato avevano l’obbligo di formazione continua, come previsto dalla legge n. 107/2015 e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicabile all’epoca.
Bonus Docenti: Una Vittoria per Tutti i Precari
Tuttavia, questa differenziazione è stata contestata da molti e considerata incoerente con i principi costituzionali.
Introdurre una discriminazione tra i docenti a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato sembrava andare contro gli articoli 3, 35 e 97 della Costituzione italiana, in quanto creava un divario tra il personale docente, con meno risorse a disposizione.
Inoltre, questa scelta legislativa sembrava in contrasto con il principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione. Per garantire una qualità minima nell’insegnamento, era necessario che tutti i docenti, indipendentemente dal tipo di contratto, ricevessero una formazione professionale adeguata.
Il Consiglio di Stato, riflettendo su questi punti, ha stabilito che l’Amministrazione ha l’obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione tra docenti a tempo indeterminato e a tempo determinato, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”.
In definitiva, questa sentenza rappresenta una vittoria per tutti i docenti precari nell’ambito dell’istruzione italiana.Sottolinea l’importanza di avere un personale docente ben formato e competente, indipendentemente dal tipo di contratto, per garantire una migliore qualità dell’istruzione. È un passo avanti verso un sistema scolastico più equo e di qualità per tutti gli studenti.
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