TRIBUNALE DI VERCELLI RICONOSCE LA CARTA DOCENTE AI PRECARI

RICONOSCIUTA LA CARTA DEL DOCENTE AI PRECARI DI VERCELLI

Recentemente, il Tribunale di Vercelli ha emesso una sentenza di grande rilevanza, riconoscendo il diritto alla Carta del Docente anche ai docenti precari, attribuendola a un insegnante con contratto di lavoro a tempo determinato. Questa decisione rappresenta un passo significativo nella tutela dei diritti dei docenti precari, che spesso si vedono esclusi da benefici riservati ai loro colleghi con contratti a tempo indeterminato.

Nel caso specifico, il docente in questione aveva accumulato diversi anni di esperienza, lavorando con una serie di contratti a tempo determinato. Nonostante ciò, gli era stato negato l’accesso alla Carta del Docente per gli ultimi tre anni, un beneficio che avrebbe dovuto supportare il suo aggiornamento professionale e l’acquisto di materiali didattici. Questo mancato riconoscimento ha spinto l’insegnante a ricorrere al Tribunale di Vercelli per far valere i propri diritti.

Durante il processo, il Ministero dell’Istruzione si è costituito in giudizio, cercando di respingere le argomentazioni presentate dal docente. Il Ministero ha sostenuto che la Carta del Docente dovrebbe essere riservata esclusivamente ai docenti di ruolo, chiedendo quindi il rigetto della domanda. Tuttavia, il Tribunale ha ritenuto valide le argomentazioni del docente precario, riconoscendo il suo diritto a beneficiare della Carta del Docente nonostante la natura temporanea dei suoi contratti di lavoro.

Questa sentenza non solo segna una vittoria importante per il singolo docente, ma potrebbe avere ripercussioni significative per tutti i docenti precari che si trovano in situazioni simili. Il riconoscimento della Carta del Docente ai precari sottolinea l’importanza di trattare equamente tutti gli insegnanti, indipendentemente dal tipo di contratto con cui sono impiegati. Questa decisione del Tribunale di Vercelli potrebbe costituire un precedente rilevante, aprendo la strada ad ulteriori ricorsi da parte di docenti che, come il protagonista di questo caso, non hanno avuto accesso a un beneficio che è loro di diritto.

Il risultato di questo procedimento evidenzia l’importanza di rivolgersi al sistema giudiziario per far valere i propri diritti. I docenti precari che si trovano in una situazione simile a quella del docente di Vercelli potrebbero considerare la possibilità di intraprendere un’azione legale per ottenere il riconoscimento della Carta del Docente. Le argomentazioni presentate in questo caso mostrano come sia possibile contestare con successo la posizione del Ministero dell’Istruzione, dimostrando che i diritti dei docenti precari meritano di essere tutelati e rispettati.

In conclusione, la sentenza del Tribunale di Vercelli rappresenta un’importante affermazione del principio di equità nel trattamento dei docenti precari. È un chiaro segnale che il sistema giudiziario può intervenire per correggere le ingiustizie e garantire che tutti gli insegnanti, indipendentemente dal loro status contrattuale, abbiano accesso agli stessi benefici e opportunità. Se sei un docente precario che ha subito un trattamento simile, questa sentenza potrebbe offrirti la speranza e la motivazione necessarie per rivendicare i tuoi diritti.

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IL GIUDICE HA RICONOSCIUTO IL DIRITTO ALLA CARTA DEL DOCENTE

Per il giudice di Vercelli la Carta Elettronica del docente è riconducibile alla nozione di “condizione d’impiego” di cui all’art. 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato.

Tale accordo quadro sul lavoro a tempo determinato non consente differenziazioni di trattamento tra docenti precari e docenti di ruolo.

Conformemente all’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione continua dei docenti.

La formazione continua è obbligatoria tanto per il personale a tempo indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il Ministero.

Inoltre, dall’adozione del decreto-legge dell’8 aprile 2020, n. 22, il versamento di detta indennità mira a consentire l’acquisto dei servizi di connettività necessari allo svolgimento dei loro compiti professionali a distanza.

TUTTI I DOCENTI HANNO IL DIRITTO E L’OBBLIGO AD AGGIORNARSI PERIODICAMENTE

Prosegue il giudice ricordando che tutti gli insegnanti, sia quelli di ruolo che quelli assunti con contratti a termine, svolgono le stesse mansioni e hanno l’obbligo di svolgere la medesima attività di aggiornamento e di qualificazione delle proprie competenze professionali.

Infatti, già il Consiglio di Stato ha avuto modo di chiarire che gli artt. 63 e 64 del C.C.N.L. di categoria

Impongono all’Amministrazione l’obbligo di fornire a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione, “strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio”.

Il Giudice non ha quindi avuto alcun dubbio nel rilevare che tali strumenti debba essere compresa la Carta del docente,  che assolve la necessità di garantire la qualità dell’insegnamento.

TRIBUNALE DI VERCELLI RICONOSCE LA CARTA DOCENTE AI PRECARI

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEVE RISPETTARE IL PRINCIPIO DI BUON ANADAMENTO

La sentenza del Tribunale di Vercelli ha inoltre ricordato che la Pubblica Amministrazione deve orientare la propria organizzazione nell’ottica di garantirne il buon andamento.

Quindi, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l’erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell’insegnamento fornito agli studenti

 

LA DECISIONE DEL GIUDICE

La decisione del giudice è stata la seguente:

Va così dichiarato il diritto del ricorrente “ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all’art. 1 della Legge n. 107/2015», ossia con le medesime modalità con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, mediante accreditamento di € 1.500,00 (€ 500,00 per ciascun anno) sulla carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2021/2022, 2022/23 e 2023/2024″

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